- Ciascun contribuente, mediante la presentazione di una istanza scritta, ha il diritto di interpellare il Comune in merito all'applicazione a casi concreti e personali delle disposizioni di legge e regolamentari relative ai tributi comunali, qualora vi siano obbiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse.
- L'istanza può essere presentata dal contribuente interessato personalmente a conoscere la regolamentazione tributaria di una particolare fattispecie concreta a condizione che:
a) sussistano obiettive condizioni di incertezza sulla interpretazione della norma indicata
b) la richiesta sia precedente al comportamento giuridicamente rilevante con il quale il soggetto dà comunque attuazione alla norma oggetto dell'interpello
- Le suesposte condizioni costituiscono i presupposti per esercitare il diritto di interpello e quindi affinchè esso possa essere efficace, possa cioè produrre gli effetti tipici descritti al successivo art. 4.
In mancanza delle condizioni stabilite, l'istanza di interpello è inammissibile.
- L'istanza di interpello può riguardare, in particolare:
1. L'imposta comunale sugli immobili
2. La tassa o tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani
3. Il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche
4. L'imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni
- Eventuali istanze concernenti addizionali e compartecipazioni locali a tributi applicati da altri Enti, non verranno prese in considerazione.
- Sono esclusi dall'interpello tutti gli atti privi di contenuto normativo quali, ad esempio, le circolari, le interpretazioni, le istruzioni ed atti similari.
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