Comune di Schio mercoledì 20 maggio 2026, ore 00:56

settimana 21, giorno 140


Ritorna all'inizio

Immagini della città di SCHIO

(clicca sull'immagine per ingrandirla)


Il cosiddetto "Castello", edificio con torre un tempo chiesetta (S.Maria della Neve) sorta sui ruderi del vecchio castello fatto distruggere dai Veneziani nel 1512 dopo le fortunose vicende della Lega di Cambrai.
Il Duomo, dedicato a San Pietro e posto sul colle Gorzone (forse una antica wardt longobarda), a partire almeno dal XIII secolo centro dell'intera vita religiosa scledense, dopo che l'archipresbiter si spostò in modo pressoché definitivo dalla vicina Pievebelvicino, sede della chiesa matrice della vallata.
L'Omo, statua marmorea opera di Giulio Monteverde donata dall'industriale Alessandro Rossi ai suoi cittadini. Il monumento al Tessitore è stato inaugurato il 29 settembre 1879 e rappresenta un tessitore con la navetta in mano e alcune pezze di tessuto ai piedi. In origine l'opera era collocata al centro del piazzale maggiore della "Nuova Schio", quartiere voluto e realizzato da Alessandro Rossi, all'incontro dei viali P.Maraschin e A. Rossi, vicino all'ingresso dell'area del Lanificio Rossi e dell'Asilo di Maternità. Quando poi, intorno al 1939, la strada venne collegata a via Rovereto che metteva in comunicazione Schio con il Trentino attraverso il Pian delle Fugazze, la statua venne spostata in un vicino giardino, finchè nel 1945, immediatamente dopo la liberazione, il monumento venne trasferito in Piazza A.Rossi, nel cuore del centro storico, diventando l'emblema tipico della città di Schio.
Palazzo Garbin di epoca settecentesca, espressione significativa e simbolica della città, costruito su disegno dell'architetto Barrera dalla famiglia Garbin, è diventato sede del Municipio agli inizi del '900.
Il Teatro Civico. La volontà di avere un vero teatro a Schio nacque nel 1906 dalla solerzia di alcuni maggiorenti scledensi; il teatro fu costruito nel 1909 e venne inaugurato il 9 giugno dello stesso anno con il Mefistofele, capolavoro di A.Boito, replicato 14 volte. La vita del teatro si sviluppò pienamente fino al 1946; subì notevoli danni dovuti agli eventi bellici e iniziò lentamente il suo declino. Dal 1982 si cominciò a pensare al restauro grazie al quale oggi la vita del teatro sembra ricominciare.
L'antica cappelletta di S. Maria in Valle a pochi passi dal centro, è una piccola e antica oasi di serenità nel bel mezzo dell'intensa vita sociale ed economica della cittadina.
L'ingresso della moderna galleria Pétange, dal nome del comune appartenente al Granducato di Lussemburgo gemellato con il comune di Schio. Precedenti gemellaggi sono quelli con la città di Landshut, capoluogo del Distretto Amministrativo della Bassa Baviera e Kaposvàr, capoluogo della regione ungherese Somogy.
La "Porta della Luce" di Giancarlo Scapin, monumento collocato in piazza Falcone e Borsellino. Alta 4,5 metri, realizzata in argilla refrattaria e cotta a 1350°, è composta da 28 elementi che delimitano due battenti di un portale, i quali non sono verticali e diritti e non rispondono ai principi della porta nella sua accezione tecnica, ma sono sinuosi, irregolari, fluttuanti come è fluttuante la vita stessa. La scultura vuole essere infatti un simbolo del passaggio fra i vari stadi dell'esistenza umana: luogo simbolo di separazione fra due mondi, fra il conosciuto e lo sconosciuto, fra le tenebre e la luce.
Questo antico lavatoio, l'ultimo rimasto degli oltre venti presenti a Schio agli inizi del secolo XX, si trova lungo il corso di un canale artificiale scavato nel 1200 circa, detto Roggia Maestra, che un tempo passava scoperto attraverso il centro di Schio, mentre oggi scorre perlopiù sottoterra, affiorando solo in alcuni punti. Nei secoli scorsi il lavatoio pubblico era una delle costruzioni più caratteristiche dei centri urbani. Composto da due vasche comunicanti tra loro, l'acqua vi scorreva in continuazione e fresca, soprattutto nei luoghi più ricchi d'acqua, come i centri montani.
Schio visto dalla Zona Industriale. Quattro milioni di metri quadrati al servizio della produzione nati da una intuizione, una scommessa fatta negli anni settanta. Le Amministrazioni dell'epoca innescarono una piccola "Rivoluzione Industriale" che trasformò Schio, città che veniva dalla tradizione della grande industria e della monoproduzione laniera, in una città simbolo della piccola-media azienda e della diversificazione imprenditoriale.
La città di Schio sorge allo sbocco della Val Leogra nella pianura vicentina. Sullo sfondo si ergono incantevoli le "Piccole Dolomiti" che all'aurora e al tramonto s'incendiano di oro e di porpora.
© Foto di M.Eberle - Tutti i diritti riservati

by C.E.D. Comune di Schio
powered by RedHat powered by PHP4 powered by Apache Ultima modifica: 17.06.2005 11:06
Warning: Failed to write session data (files). Please verify that the current setting of session.save_path is correct (/tmp) in Unknown on line 0