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Giornata Mondiale del libro 2008

Concorso "FAI VINCERE IL TUO LIBRO!"

“Racconta quale libro ti ha fatto viaggiare con la mente
e il cuore alla scoperta del pianeta Terra e delle sue genti”.

Si ringrazia vivamente tutti coloro che hanno partecipato.

Pubblichiamo di seguito tre elaborati premiati
(in rigoroso ordine alfabetico di partecipante)...

 




Commento a cura di

Elena Barbato

Titolo e autore del libro:
"Siddharta" di Hermann Hesse

Commento:

Uno splendido viaggio con la mente e con il cuore alla scoperta di popolazioni diverse dalla mia, è il romanzo d’analisi “Siddharta”, scritto dall’autore tedesco Hesse.
Il libro narra la storia di Siddharta, un giovane indiano che dedica la sua vita alla ricerca della sua strada e del giusto insegnamento a cui ispirare la sua esistenza.
Il protagonista ha la grande qualità di sapersi porre delle domande e di non riuscire a sanare la sua sete di sapere; così facendo ha la possibilità di passare da un’esperienza ad un’altra, senza accontentarsi mai definitivamente degli insegnamenti ricevuti.
Gli unici veri maestri di Siddharta sono il barcaiolo Vasudeva, un uomo saggio che sa sempre cosa dire e che riesce a trasmettere degli insegnamenti anche durante lunghi silenzi, e il fiume. Quest’ultimo stava per diventare il luogo in cui il protagonista avrebbe posto fine alla sua vita e che, invece, diventò un grande maestro; Siddharta capì che il fiume era vivo, che sapeva parlare e dare dei grandissimi insegnamenti, anche quelli che non aveva appreso da coloro che erano stati suoi maestri precedentemente.
Questo romanzo regala un messaggio bellissimo e dà la possibilità di riflettere e di apprendere insegnamenti che non ci vengono dati dalla nostra società. Ciò che trasmette, non è solo un insegnamento morale, ma una lezione di vita su come giudicare per essere giudicati, su come cercare la conoscenza e su come, anche il più puro degli uomini, si possa ritrovare nel peccato.
Il messaggio che l’autore dà attraverso il monologo finale del protagonista, è un insegnamento che tutti ai nostri giorni dovrebbero imparare, cioè che tutte le creature devono amarsi e rispettarsi perché sono simili.
Questo mi ha fatto capire come in altre culture l’uguaglianza fra gli abitanti del creato sia una cosa assolutamente normale e da rispettare. Se anche in tutte le altre culture questo messaggio fosse ascoltato e capito, probabilmente molte guerre e crudeltà del mondo scomparirebbero: si potrebbero evitere gli scontri tra due diverse etnie dello stesso popolo, le guerre tra due popoli che si contendono un territorio e lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali.
A mio parere questo è forse il messaggio più bello e più forte che potrebbe contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo.

   


Commento a cura di

Arianna Cocco
Titolo e autore del libro:
"Il mondo d'acqua" di Frank Schätzing

Commento:

Se un giorno ci capitasse di vedere la Terra dallo spazio, probabilmente resteremmo assai colpiti dalla quantità di azzurro che la ricopre, e dalla scarsezza, in proporzione, dell'area occupata dalle cosiddette "terre emerse".
Proprio da queste premesse muove i suoi passi il nuovo libro di Frank Schätzing, intitolato appunto "Il mondo d'acqua", che, attraverso la storia delle specie che hanno popolato e popolano tuttora mari ed oceani, ci delinea l'evoluzione della Terra da un punto di vista "marino".
Il risultato è un saggio-romanzo unico e appassionante, mai noioso, che ci prende letteralmente per mano e ci tiene incollati fino all'ultima, cinquecentotrentasettesima pagina. I capitoli scorrono l'uno dopo l'altro come puntate di un'avvincente serie, mostrandoci come anche gli abitanti delle profondità abissali possano essere estremamente romantici ed illuminarsi a guisa di "due piccoli soli" mentre fanno l'amore, o spiegandoci la visione cosmica della vita di due cestelli di Venere (curiose spugne silicee che vivono ancorate ai fondali oceanici a grandi profondità). Accanto a simpatiche "deviazioni" ironiche, Schätzing pone competenze e dettagli scientifici accurati e precisi (il materiale sul quale l'autore ha lavorato è datato marzo 2006), ma senza mai scadere nella pedanteria o nell'abuso di terminologia specialistica fine a se stessa; ci appassioniamo perfino alle tecniche di fuga del calamaro vampiro, ai cavallucci marini preistorici, che srotolati misuravano ben sei metri, ai materassini viventi dell'era ediacarana dell'evoluzione terrestre oppure al lago Vostok, situato ben tre chilometri sotto la superficie dell'Antartide e popolato da vitali organismi unicellulari.
Contemporaneamente, l'autore focalizza la sua (e la nostra) attenzione su temi di scottante attualità, quali l'esasperata caccia che ha portato molte specie sull'orlo dell'estinzione (se non direttamente là) e l'inquinamento delle acque in generale, che sta minando le basi di molti ecosistemi marini e che indirettamente sgretolerà anche il nostro, se non poniamo un freno nel gettare ogni sorta di rifiuti in mare. Schätzing presenta anche le possibili fonti di energia rinnovabile e pulita da ricercarsi nei mari e negli oceani; l'autore analizza il caso di alcuni impianti nel Mare del Nord e ne illustra vantaggi e svantaggi in termini di costi e consumo.
Il mondo d'acqua che si estende tra un continente e l 'altro non smette mai di ammaliare e avvincere, sia che si tratti di una mite barriera corallina coloratissima ed illuminata dai raggi del sole, sia che ci si immerga "nel seminterrato della creazione", fino a "toccare il fondo" con la Fossa della Marianne; sia che si parli di cavallucci marini abissali, sia che si ammirino le imprese del megalodonte, il "nonno" degli attuali squali. Con "Il mondo d'acqua" si ha l'impressione di veder scorrere davanti agli occhi quattro miliardi e mezzo di anni, che alla loro conclusione ci lasciano con lussureggianti scintille di meraviglia e voglia di rileggere subito questo raffinato e particolarissimo "romanzo d'avventura".
   



Commento a cura di

Andrea del Re
Titolo e autore del libro:
"Marco Polo: un fotografo sulle tracce del passato " di Michael Yamashita

Commento:


Il libro che voglio segnalare è "Marco Polo, un fotografo sulle tracce del passato" di Michael Yamashita del National Geografic.
Fin da piccolo mi ha affascinato la figura del viaggiatore e quando sono venuto a conoscenza della avventure di Marco Polo ho tentato di leggere Il Milione.
Il libro però utilizzava un linguaggio "lento" e difficile per un ragazzo.
Al contrario, il libro che vi raccomando mi ha permesso di immedesimarmi in Marco e di ripercorrere con l'immaginazione il suo splendido viaggio.
Non si tratta di una semplice raccolta di fotografie: le immagini sono accompagnate da una spiegazione storico-geografica e da pensieri originali tratti dal Milione.
Nel libro c'è una chiara mappa del percorso di andata e ritorno, diviso in tappe.
Una di queste riguarda il Tibet.
Dei monaci buddisti Marco scriveva: -Sono uomini che hanno per costume un ascetismo eccezionale e conducono una vita aspra. Per tutta l'esistenza mangiano null'altro che crusca mescolata ad acqua. Questo è il loro cibo e l'acqua è la loro sola bevanda.-
E' straordinario scoprire che in un regno come quello di Kublai Kan vi era una grande tolleranza religiosa e ogni culto era ammesso al suo palazzo.
Come dire che a volte bisogna viaggiare indietro nel tempo per poter andare avanti.

 

 

... e tutti gli altri elaborati che anno aderito al concorso.

Titolo e autore del libro: "Qualcuno con cui correre" di David Grossman
Commento:
Qualcuno con cui correre è il racconto di un ragazzo, Assaf, che, incaricato di ritrovare i proprietari di un cane abbandonato, lo segue per le vie di Gerusalemme scoprendo pian piano la storia disperata della sua giovane padrona. Tappa dopo tappa il cane conduce Assaf nei luoghi più strani, dove vivono i personaggi più assurdi, facendogli conoscere un mondo, quello di Tamar, del quale non sospettava nemmeno l'esistenza.
In parallelo alla storia di Assaf viene raccontata l'impresa della ragazza, cominciata un mese prima dell'abbandono del cane; le due vicende procedono così su livelli temporali diversi, intrecciandosi e rincorrendosi in un ritmo crescente fino ad incontrarsi alla fine del libro. Questa struttura rende il romanzo veloce, dinamico, in certi punti persino angosciante e il libro stesso, al di là del racconto, diviene una corsa: una corsa con un cane, una corsa contro il tempo.
Scritto da un Israeliano, il racconto è impregnato di cultura ebraica, che si ritrova in ogni frase, in ogni parola e lascia un segno nel lettore man mano che egli procede nella lettura. Pur non essendoci alcun riferimento né alla storia, né alla religione del popolo ebraico, fin dalle prime pagine si può comprendere l'origine dello scrittore e si viene trasportati quasi fisicamente in un mondo affascinante, sospeso tra oriente e occidente, in una cultura lontana e incomprensibile eppure familiare, in un paesaggio da sogno che non si vorrebbe più lasciare.
 
Titolo e autore del libro: "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery
Commento:
Ogni giorno ci capita di vedere dei bambini:ai cancelli delle scuole,per la strada o nei parchi;ragazzini che,al pensiero dell’adulto risultano persone spensierate ed ingenue.
Tutti siamo stati bambini e chissà quante volte ci è stato detto”da grande capirai”,è proprio questa la frase su cui vuol far riflettere Antoine De Saint-Exupery nell’opera “Il piccolo Principe”.Per tal motivo si definisce l’opera un capolavoro della letteratura infantile che si rivolge ai piccolo e “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano piu’”.
L’autore descrive la realtà del mondo degli adulti vista dagli occhi di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli.

Nel racconto,un pilota è costretto ad atterrare nel deserto del Sahara a causa di un guasto,ed è proprio in quella circostanza che fa l’incontro del piccolo Principe.Questo proviene da un pianeta lontano e molto piccolo a tal punto da permettergli di ammirare più tramonti al giorno:l’asteroide B612.Nel suo pianeta è solo con l’unica compagnia di tre vulcani e del bene a lui più caro:la sua rosa,che ha sempre sostenuto di essere l’unica in tutto l’universo.Il piccolo giunge sulla Terra dopo un viaggio su molti pianeti abitati ognuno da bizzarri personaggi rappresentanti ciascuno un aspetto della vita degli adulti.
Ma è nel pianeta Terra che certamente riceve la più importante lezione di vita,infatti,il piccolo Principe,avvenuto l’incontro con un roseto con centinaia di fiori uguali alla sua rosa,dopo un primo momento di sconforto,si rivolge alla moltitudine di rose dicendo:
“Voi siete belle,ma siete vuote.Non si può morire per voi,la mia rosa certamente vi assomiglia ma lei,lei sola è più importante di voi,perché è lei che ho annaffiata.Perchè è lei che ho messo sotto la campana di verto,perché è su di lei che ho ucciso i bruchi(salvo i due o tre per le farfalle).Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi,o a volte tacere.Perchè è la mia rosa.”

La lettura di questo libro mi ha fatto capire l’importanza di saper valutare la nostra realtà nel modo più semplice,comprendere questo sconosciuto pianeta Terra con la curiosità negli occhi,con semplicità a volte con l’ingenuità di un bambino;nell’opera il personaggio di una volpe dona al piccolo Principe un segreto che è quello che ognuno di noi deve saper conservare nella propria testa ma soprattutto nel proprio cuore e che ci permette di scoprire realtà del tutto nuove:”Non si vede bene che con il cuore.L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Questo libro mi ha permesso di vedere con occhi diversi,cercare ogni volta di valutare la situazione da ogni punto di vista. Il segreto regalato dalla volpe è la vera formula in grado di far viaggiare alla scoperta delle genti del nostro pianete.
Consiglio questo libro se si è in cerca di un viaggio con la fantasia ma con un messaggio profondo…e senza limiti d’età.

 

Titolo e autore del libro: " Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo" di Marlo Morgan
Commento:
Il romanzo di Marlo Morgan racconta di due gemelli che vengono strappati dalla loro madre e trasferiti in posti diversi senza essere a conoscenza delle loro origini e di una cultura diversa. Un partilcolare apparentemente insignificante, che lascerà tuttavia una macchia indelebile e colma di soffereza, tanto più se la vicenda è ambientata quando le popolazioni di pelle bianca vengono a occupare l'Australia, prendendo e imprigionando gli abitanti di quella terra, giudicati troppo stupidi e ingenui (non siamo molto lontani dalla realta attuale).
I due giovani, cresciuti in un orfanotrofio e in una famiglia americana, vivono in una totale mancanza di amore e affetto, segnata fortemente dal diverso colore della pelle. Conducono una vita sbandata e dura, nutrendo nel contempo un fortissimo desiderio di scoprire la propria persona, le proprie origini.
Avventurandosi quindi nel nord dell'Australia e ascoltando i racconti della gente imparando una sagggezza e un'arte primitiva basata sulla natura, la danza, il canto, la pace e la libertà, a onorare le finalità del grande spirito nelle quali si riconoscono, tanto da diventare una cosa sola.
Il libro è quindi in grado di trasportare il lettore in un luogo completamente diverso, lontano dalla cattiveria e dall'ignoranza, risvegliando una curiosità sempre più profonda verso le radici proprie e altrui.

 
Titolo e autore del libro: "Ma le stelle quante sono" di Giulia Carcasi
Commento:

Ma le stelle quante sono non è un libro di interesse culturale, non mostra posti, luoghi o abitanti diversi da noi italiani, descrive, però un mondo che crediamo di conoscere in una terra che ci illudiamo di sapere. È la Nostra terra, siamo Noi le genti da scoprire, e per quanto immaginiamo non riusciamo a comprenderci fino in fondo. Per questo motivo ho scelto questo libro, che ad una lettura attenta è tutt’altro che fuori tema. È ambientato a Roma, caratterizzato da intrecci amorosi, a due facce, da una parte il racconto di Alice, dall’altra quello di Carlo. Non è un trucco: quando la storia ricomincia dall’altra parte è davvero un nuovo mondo. È un romanzo semplice, ma affascinante perché parla di adolescenti, delle loro paure e dei loro sentimenti, pensieri, situazioni, che non ti stancheresti mai di leggere, perché dentro alle parole c’è una sottile verità vicina a tutti noi giovani. Racconta la realtà di oggi, immersa in una generazione fatta di sms, di amici
zie, di sguardi, di ingiustizie,del bisogno di essere ascoltati e dell’incomunicabilità con il mondo degli adulti. È una storia coinvolgente, scritta da Giulia Carcasi, un’autrice romana anche lei molto giovane, è forse per questo che il romanzo risulta emozionante, ed interessante, come se tra le righe delle pagine ci fossero risposte alle domande di ognuno, in fondo proviamo gli stessi sentimenti, le stesse delusioni, o le stesse soddisfazioni e le stesse nostalgie.
L’atmosfera permette di viaggiare con la fantasia ed entrare nei panni dei personaggi, riscoprendo un mondo apparentemente già provato e banale.
I protagonisti sono due diciottenni, Alice e Carlo, in classe insieme, all’ultimo anno di liceo, entrambi con un interesse reciproco, fatto di sguardi e sorrisi, insicuri ed incapaci di esprimere quello che provano. Carlo un ragazzo, imbranato, senza un modello da imitare, senza maschere, e invece Alice, sognatrice, riservata con uno spirito critico. Carlo comincia ad uscire con Ludovica, la classica ragazza, bella e facile, mentre Alice esce con Giorgio, misterioso ed intrigante, ma poco serio. Tra interrogazioni, compiti ed ansia per gli esami, i due ragazzi si accorgono di aver sbagliato tutto, e di stare con una persona non adatta. Le loro strade finiranno per incrociarsi, e ritroveranno la voglia di vivere e di star insieme, senza illusioni e amarezze. Ma le stelle quante sono è un romanzo, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. È quasi una partita di ping-pong sentimentale.
 
Titolo e autore del libro: "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani
Commento:
"Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorno così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente."
Con queste parole Tiziano Terzani introduce le riflessioni riportate nel libro “lettere contro la guerra”, parole che riescono a colpirci nel profondo della nostra anima per la verità del significato che portano. Ci invita così a riflettere su una particolare giornata che ha trascinato l’intera umanità in una strada a senso unico, da cui, una volta imboccata, non si può tornare indietro. 11 settembre 2001, giorno in cui, così riportano i titoli dei nostri giornali, il fondamentalismo islamico attentò alla libertà di noi occidentali.
Inutile soffermarsi sulla catena di eventi innescati da tali avvenimenti, quali l’occupazione da parte delle truppe americane dell’Afghanistan prima, e dell’Iraq dopo, in nome della “guerra al terrorismo” e dell’odio e sofferenze che ciò ha provocato. “Se vogliamo capire il mondo in cui siamo, lo dobbiamo vedere nel suo insieme e non solo dal nostro punto di vista”, così lo scrittore ci parla di questi fatti non dal punto di vista di noi “figli dello sviluppo tecnologico e della globalizzazione”, ma da quello dei “fanatici che si fanno esplodere in mezzo alla gente”, come vengono spesso definiti.
Abbandonando ogni pregiudizio e vestendosi di umiltà, Terzani ci guida alla comprensione di questo popolo molto spesso discriminato da “noi dei paesi sviluppati”, e ci viene il dubbio che non siano altro che un popolo di oppressi, che hanno visto la propria terra invasa da uno straniero potente, arrogante, senza fede né rispetto, che vuole imporre loro la nostra civiltà atea e materialista, perché ritenuta la civiltà. Tutto questo senza rendersi conto, o forse, più probabilmente, facendo finta di non rendersi conto, che non tutto il mondo desidera quel che noi desideriamo, non tutto il mondo vuole essere come noi siamo. I “figli di Allah” non vogliono vivere in una società retta del nostro culto del denaro, del successo e del tornaconto personale, ma retta dalla loro legge coranica; vogliono vivere in una società più spirituale di quella che è la nostra, in cui molti si sono dimenticati che cos’è la coscienza o come si fa a commuoversi, ad essere felici, ad apprezzare la vit
a.
Questo libro fa riflettere sulla linea sottile che divide il bene dal male, il giusto dallo sbagliato, e ci fa capire che, in qualsiasi caso, l’odio genera solo altro odio, il dialogo, invece, se condotto con il cuore, aiuta enormemente a risolvere i conflitti.
 

Titolo e autore del libro: "Bruciata viva" di Suad
Commento:
“Sono una ragazza e una ragazza deve camminare in fretta, con la testa china, come per contare i propri passi. Non deve alzare gli occhi né lasciarli errare a destra o a sinistra della strada perché, se il suo sguardo incontra quello di un uomo, tutto il villaggio la tratta da “charmuta” .

Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani il libro “Bruciata Viva” pubblicato dalla scrittrice Cisgiordania Suad, che racconta la storia della sua vita.
Le prime parole del libro mi hanno subito aperto la porta di un mondo diverso da quello che conoscevo, di un popolo con altre culture, dove però la legge degli uomini costringe le donne a vivere in condizioni impensabili.

Suad vive in un piccolo villaggio con la sua famiglia. L’unica colpa è quella di essere nata donna. Nel suo paese infatti le donne non possono andare a scuola, non possono vestirsi come vogliono e non possono uscire senza essere accompagnate. Ma soprattutto non possono innamorarsi. Il loro destino è occuparsi dei lavori più umili, al servizio di padri e mariti che hanno il diritto di picchiarle e maltrattarle. La giovane ragazza però si innamora del vicino di casa, un uomo ben vestito e con un lavoro nella città vicina.
Dopo un po’ di tempo i due cominciano a incontrarsi di nascosto e un giorno Suad scopre di essere incinta. Quale terribile notizia per la sua famiglia, la cui figlia ha commesso il più grande peccato, ovvero quello di rimanere incinta prima del matrimonio! La punizione che le viene inflitta dai suoi stessi familiari è quella di essere bruciata viva.
Suad però, nonostante le gravi ustioni rilevate, riuscirà a salvarsi aiutata da un’organizzazione umanitaria e ricomincerà a vivere in Europa, dove racconterà al mondo la sua storia.

Ogni volta che mi mettevo a leggere il libro, chiudevo gli occhi e in breve tempo mi ritrovavo in compagnia di Suad a camminare tra la gente per le polverose vie del suo villaggio, o all’interno della sua casa, nel suo cuore e nei suoi sogni che, da ragazza di diciassette anni, assomigliavano tanto ai miei.
Ad ogni nostro incontro ho imparato a conoscere le usanze della sua gente, ad annusare i caratteristici odori acri e speziati del suo popolo, ma più di tutto ho scoperto le leggi del suo paese e la mentalità delle sue genti.
Tutto mi è sembrato fin da subito molto rigido e molte volte contro gli stessi diritti umani; grazie a questo libro ho provato la mancanza della libertà e del rispetto verso le donne.
Il motivo per il quale l’ho scelto è per la grande occasione che mi ha dato di “conoscere”; infatti grazie a questa dura testimonianza ho viaggiato con la mente e con il cuore attraverso il Medio Oriente a contatto con realtà diverse dalla nostra e, per questo, troppo spesso dimenticate.
La storia di Suad mi ha dato l’opportunità di confrontare la mia vita di donna con quella delle donne nate in un angolo di mondo non molto lontano dal mio.
Consiglio questo libro a chiunque voglia intraprendere un viaggio alla scoperta della dura realtà presente ancora oggi in molti paesi del Mondo.

 
Titolo e autore del libro: "C'è nessuno?" di Jostein Gaarder
Commento:
Avete mai pensato, guardando il cielo stellato, che ci siano altri mondi oltre al nostro? E se per caso, un giorno, atterrasse nel vostro giardino un alieno?
È ciò che succede a Joakim il giorno in cui conosce Mika, un bambino che viene da un altro pianeta.
I due passano insieme la giornata e si raccontano delle loro origini, fino a quando cominciano a entrare nel tema del grande interrogativo della vita.
Con un acceso dialogo, visto dal punto di vista di due bambini, e con sole centodiciassette pagine, Jostein Gaarder ci parla, nel modo più semplice, dell’evoluzione della specie, della concezione del tempo e dello spazio e della conoscenza.
“C’è nessuno?” è un libro adatto a tutti, grandi e piccini. Con la simpatia e l’ironia in esso contenute, anche il più pigro dei lettori può essere certo di passare un paio di ore piacevoli, imparando a stupirsi e a guardare il mondo da un altro punto di vista.
 
Titolo e autore del libro: "La ragazza delle arance " di Jostein Gaarder
Commento:
E’ nella gelida Oslo che si compie il lungo viaggio di Georg Røed: un viaggio inaspettato, forse non fino in fondo voluto, sicuramente magico. E’, per il giovane norvegese, un giorno come un altro, consumato tra i banchi di scuola e la lezione di pianoforte, tra i primi approcci sentimentali e la passione per lo Spazio. Georg non può certo immaginare che suo padre abbia deciso di ricomparire nella sua vita, all’improvviso, proprio al ritorno dalla scuola di musica. Non vuole credere che la ferita provocata dalla sua morte possa essere nuovamente riaperta. Eppure i nonni sono lì ad attenderlo nel soggiorno di casa, lo sguardo solenne e un poco intimorito di chi sta per svelare una tragica rivelazione. Anche sua mamma e il nuovo compagno lo fissano atterriti mentre si sveste e si toglie le scarpe, apparentemente dibattuti tra il timore e l’impazienza di dire qualcosa di grave. La nonna, che si muove dalla sua casa di Tønsberg solo per le grandi occasioni, gli porge u
na grossa busta bianca sigillata, sulla quale si possono leggere solo poche parole: “Per Georg”. Il quindicenne combatte un iniziale momento di mancanza e, nella riservatezza della sua camera, si immerge nella lettura dei fogli. E’ il padre a scrivergli. In un racconto battuto 11 anni prima alla tastiera del vecchio computer, Jan Olav narra la storia della sua vita al piccolo di 4 anni che gioca vicino a sé, affinché possa leggerlo quando sarà il momento, una volta trovato tra la stoffa del suo vecchio passeggino. Le pagine parlano di una misteriosa “Ragazza delle arance” del quale il padre si invaghisce dopo un fatale incontro avvenuto tra i sedili di un autobus. Da quell’episodio il racconto prende sempre più le forme di una storia d’amore vera e propria, complicata da mille imprevisti e ricamata da un sottile lavoro di supposizioni e congetture formulate da Jan Olav. Solo alla fine il giovane Georg scopre chi sia veramente la tanto inseguita “Ragazza delle arance”, e sola
mente dopo tanta sofferenza nel ritrovarsi di fronte suo padre dopo così tanto tempo e in un’immagine così flebile e umana scopre di essere improvvisamente diventato adulto. Il libro alterna parti di racconto del padre a riflessioni, paure e quesiti di Georg, il quale si ritrova catapultato in un viaggio indietro nel tempo a cavallo tra passato e presente. Il romanzo risulta essere un ricco diario, scritto a quattro mani da padre e figlio in due dimensioni temporali sfalsate, nel quale convivono le stesse emozioni, passioni e paure. La potenza del racconto assume così l’espressività e il ritmo di un cinema muto, in cui il colore luminoso e vitale delle arance è in contrasto con il piatto grigiore del cielo di Oslo, e nel quale l’eco assordante delle parole tramandate dal padre sovrasta prepotentemente il triste silenzio della vita di Georg.
Silenzio che, grazie a quei pochi fogli di carta, risulterà d’ora in poi meno incolmabile.